La Fotoepilazione è il processo che può portare ad una riduzione permanente, cioè prolungata nel tempo, dei peli; esponendoli ad impulsi di luce molto intensa. È diventata pratica comune sia per finalità estetiche sia per il trattamento dell'irsutismo. La potenziale efficacia della fotoepilazione venne illustrata per la prima volta nel 1996 da un gruppo di ricercatori del Massachusetts General Hospital che hanno utilizzato impulsi luminosi generati da un laser a rubino. Nonostante i risultati parziali ed un meccanismo d'azione non ancora perfettamente compreso, l'efficacia relativa e la sicurezza della fotoepilazione è oggi generalmente riconosciuta e centinaia di ricerche sono state pubblicate sulla sua funzionalità oltre che sui rischi di reazioni avverse. In una valutazione di queste ricerche compiuta dalla Cochrane Collaboration sono state rilevate diffuse carenze metodologiche e la difficoltà di definire l'entità e la durata della riduzione nella crescita o ricrescita dei peli. Per la Food and Drug Administration la riduzione dei peli si considera permanente se è stabile e di lungo periodo dopo un trattamento completo, quindi composto anche da molte sessioni sulla stessa area. Non si tratta di rimozione ma di riduzione dei peli. Non si tratta di epilazione definitiva e neppure su tutti i peli dell'area trattata. Non tutte le apparecchiature per fotoepilazione sono autorizzate dalla Food and Drug Administration a dichiarare che ottengono risultati permanenti. Molte ricerche pubblicate dichiarano una riduzione dei peli dell'ordine del 50%, 6 mesi dopo l'ultima sessione di trattamento. (fonte: Wikipedia)

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